UsigRai e giornalisti contro Fuortes: pronti a citare in giudizio azienda per “comportamento antisindacale”

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UsigRai e dipendenti Rai sono sul piede di guerra contro l’azienda. I rappresentanti sindacali hanno deciso di passare al contrattacco contro le decisioni dei vertici e annunciano di essere pronti ad adottare “tutte le forme di lotta necessarie a ristabilire il rispetto delle prerogative sindacali di tutte le giornaliste e giornalisti della Rai”. Fino a citare in giudizio l’azienda per “comportamento antisindacale”.

In particolare i rappresentanti sindacali dei giornalisti di Viale Mazzini sono preoccupati “per l’assenza di confronto sul piano industriale che il nuovo vertice aziendale sta provando a far passare a colpi di circolari e decisioni unilaterali che violano ogni forma di relazione sindacale e regola contrattuale”.

Il sindacato contesta tutte le ultime scelte operate dall’amministratore delegato Carlo Fuortes: “Dai tagli delle edizioni dei telegiornali – si legge in una nota – al piano di esodi proposto al Cda fino all’accorpamento dei profili social delle testate in vista della partenza del portale unico dell’informazione Rai su cui non c’è ancora un piano”.

“Così come non c’è ancora un confronto sul futuro di 180 giornaliste e giornalisti delle reti – scrive ancora assemblea dei Cdr e fiduciari della Rai -. Di particolare gravità anche la circolare, dal carattere liberticida e incostituzionale, sulle partecipazioni esterne dei giornalisti Rai”.

Pronti allo sciopero e a citare in giudizio l’azienda – Per queste motivazioni, l’Esecutivo ha chiesto di gestire nelle modalità previste dalle regole sugli scioperi “da uno a tre giorni di sciopero delle firme, da uno a tre giorni di sciopero audio video, da uno a tre giorni di sciopero con astensione dal lavoro” ed è anche d’accordo con l’iniziativa dell’Usigrai di citare in giudizio l’ente pubblico per “comportamento antisindacale”.

Assemblea dei giornalisti d’accordo – Decisioni che sono pienamente condivise dall’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti delle reti che si dicono “pronti a tutte le forme di mobilitazione nelle modalità votate all’unanimità dalla assemblea nazionale dei cdr del 1 dicembre, compreso lo sciopero”. Per questo l’assemblea “chiede al cdr e all’Usigrai di mettere in campo tutte le iniziative necessarie” scrivono i giornalisti in una nota.

Anzaldi: “denuncia e sciopero solo per straordinari notturni” – Chi non è affatto d’accordo con la protesta dell’UsigRai è Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e segretario della commissione di Vigilanza Rai per cui alla base della mobilitazione ci sarebbe solo la difesa degli straordinari notturni persi con il taglio dell’edizione notturna del Tgr. “Alla luce dell’attacco senza precedenti che l’Usigrai ha lanciato ai vertici Rai – scrive Anzaldi -, addirittura con l’annuncio di voler denunciare l’Ad Fuortes e portare in tribunale l’azienda, ora il sindacato dica la verità agli italiani che pagano il canone, come ho chiesto anche in un’intervista a Radio Radicale: i 1.837 giornalisti e tecnici della Tgr, come ha certificato il numero rivelato nella risposta della Rai alla mia interrogazione inviata oggi alla Vigilanza, non vogliono perdere dai propri stipendi il ricco straordinario notturno che viene pagato per 4 minuti di tg a mezzanotte, che ripropone peraltro la replica di quanto già andato in onda alle 19.30 e fa ascolti bassissimi. Di questo si tratta, non c’è nessun attacco all’informazione”.

“L’Usigrai difende – prosegue Anzaldi – le retribuzioni dei suoi associati, come è legittimo, ma non c’è nessuna battaglia a difesa della qualità del giornalismo nel servizio pubblico”.

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