Gabriele Del Grande ancora in Turchia. Mobilitazione per la sua liberazione

Sono passati nove giorni dal fermo in Turchia al confine con la Siria e Gabriele Del Grande, giornalista e regista italiano, è ancora bloccato nel Paese anatolico, in attesa dell'espulsione che la settimana scorsa veniva data per imminente. "Purtroppo, tra vacanze di Pasqua e referendum in Turchia, anche se è assurdo, è ancora tutto fermo", si è lamentato il padre del 35enne dalle colonne de Il Corriere della Sera.

Il giornalista è stato bloccato dalla polizia nella provincia sudorientale dell'Hatay, confine con la Siria, perché sprovvisto dei necessari permessi, mentre cercava d'intervistare dei profughi siriani per il suo ultimo libro "Un partigiano mi disse", un'opera su "la guerra in Siria e la nascita dell'Isis raccontate attraverso l'epica della gente comune in un intreccio di geopolitica e storytelling", come l'aveva annunciata lui stesso quando ne aveva lanciato il finanziamento attraverso il crowdfunding.

La sua espulsione veniva data come "imminente" eppure il tempo passa e a casa Del Grande la pena aumenta, scrive Fabrizio Caccia: "Non sono ancora riuscito a parlare con mio figlio - dice il papà - Ma spero che si risolva ogni intoppo burocratico per il suo ritorno e sono fiducioso di avere presto una risposta". In ansia, naturalmente, c’è anche la moglie di Gabriele, Alexandra D’Onofrio, che si tiene in costante contatto con l’avvocata Alessandra Ballerini e con il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione per la Tutela dei diritti umani del Senato.

Nel frattempo è scattata anche una mobilitazione internazionale per chiedere la liberazione di Gabriele, animatore del blog Fortress Europe e co-regista nel 2014 del premiato film "Io sto con la sposa". Sui social con gli hashtag #FreeGabriele e #iostoconGabriele si cerca di mantenere alta l’attenzione sul caso Del Grande. Per il 2 Maggio, poi, grazie all'impegno di Fnsi, Articolo21, UsigRai, NoBavaglio, fumettisti, artisti e i tanti colleghi giornalisti, è stata organizzata una grande manifestazione a Roma per la liberazione dei giornalisti in Turchia e per la libertà di informazione.