Ancora guai per Facebook. L’accusa è di aver agevolato il furto dei dati degli utenti

0
191
Foto da Canva.com

Il procuratore del District of Columbia Karl Racine ha citato a giudizio il fondatore ed amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg in relazione alla mancata protezione dei dati personali degli utenti della piattaforma, che portò nel 2018 allo scoppio di uno scandalo di portata mondiale. Si tratta della vicenda Cambridge Analytica, società inglese che si appropriò indebitamente dei dati sensibili di oltre 50 milioni di utenti Facebook americani allo scopo di tracciare il profilo psicologico di ognuno e poter così creare messaggi politici personalizzati, capaci di formare o indirizzare le opinioni politiche degli elettori.

Come riportato da Lab Parlamento, le indagini capeggiate da Racine hanno dimostrato come il ruolo di Zuckerberg nella vicenda sia stato molto più attivo di quanto ci si attendeva inizialmente. La pratica di richiedere agli utenti le proprie credenziali Facebook per accedere ad alcune applicazioni, avrebbe di fatto rappresentato una sorta di “assist” per i soggetti esterni intenzionati ad impadronirsi di tali dati personali, tra cui sesso, età, gusti, like e quant’altro. Il tutto con il fine di proporre agli utenti stessi contenuti pubblicitari o propagandistici tarati in base ai loro orientamenti, cercando quindi di direzionarne le scelte.

Il procuratore ha dichiarato che a partire dal 2010 una modifica della piattaforma ha consentito a centinaia di sviluppatori l’accesso gratuito ai dati degli utenti di Facebook, senza incontrare opposizione da parte di Zuckerberg. Tra questi soggetti c’era anche l’accademico che, successivamente, ha consegnato i dati estratti dal social a Cambridge Analytica. Tutto lascia pensare che Facebook fosse a conoscenza di tale violazione e che l’avesse volutamente tenuta nascosta per più di 2 anni. Detto ciò, i vertici del colosso hanno prontamente negato il proprio coinvolgimento nell’illecito: “Queste accuse sono infondate oggi come lo erano più di tre anni fa, quando la Procura distrettuale ha presentato la sua denuncia“- ha dichiarato il portavoce di Facebook Andy Stone – “Continueremo a difenderci con forza e a concentrarci sui fatti”.

Approfondimenti