Anzaldi (Iv): Brutto segnale dietrofront Fuortes su taglio inviati Rai per viaggi Papa

0
1147
*Il deputato di Italia Viva Michele Anzaldi*

La storia è ormai nota, e chi legge AdgInforma sa che l’abbiamo raccontata in esclusiva e con dovizia di particolari. In Rai c’è stato il tentativo – forse del direttore per l’Offerta informativa Giuseppina Paterniti, forse del nuovo ad Carlo Fuortes, o magari concordato da entrambi – di tagliare le trasferte degli inviati Rai al seguito del Papa (da sei a tre giornalisti). Un tentativo abortito sul nascere grazie alle vibrate proteste (per iscritto) sia del cdr del Tg1 sia di una dozzina di vaticanisti Rai, tutti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede. Ne abbiamo parlato con l’onorevole di Italia Viva Michele Anzaldi, da sempre molto attento alle vicende della tv di Stato.

Alla fine Fuortes – non è chiaro se su una sua decisione o su quella di un sottoposto – ha fatto marcia indietro sul taglio degli inviati alle trasferte di Papa Francesco: partiranno giornalisti di tutte le redazioni. Che ne pensa? Una prima sconfitta per il neo amministratore delegato? “La decisione di confermare ben sei inviati per il viaggio del Papa in Ungheria e Slovacchia – ha esordito Anzaldi – è davvero un brutto segnale e uno schiaffo alla lotta agli sprechi che contraddice quanto Fuortes aveva annunciato solo pochi giorni fa”. Eppure era stato lui a presentarsi imponendo conti in ordine e tagli ai budget, perché questa retromarcia? “Fuortes si è presentato in Vigilanza dicendo che la Rai rischia di portare i libri in tribunale, a causa della malagestione degli ultimi anni con addirittura 300 milioni di euro di perdite, e poi avalla un palese sperpero come l’invio di questo plotone di inviati e operatori. Sarà interessante vedere se davvero questi sei inviati proporranno servizi con linee editoriali diverse oppure se, come è sempre accaduto, si limiteranno a servizi fotocopia a spese dei contribuenti”. Si sarebbe aspettato che Fuortes tenesse duro? “Di certo riformare la Rai, combattere gli sprechi, tagliare i privilegi non è facile. Ma se un amministratore delegato con pieni poteri non riesce nemmeno a far rispettare una decisione di semplice buonsenso come quella di evitare inutili duplicazioni per una visita papale, allora rischiamo davvero di non fare passi avanti. Chissà cosa ne pensa Papa Francesco di questo stuolo di inviati al seguito, visto che durante il Papato ha dato chiari e netti segnali di lotta agli sprechi e taglio dei privilegi, a partire dalla scelta di risiedere a Santa Marta. Chissà – ha concluso Anzaldi – se qualche giornalista lo chiederà al suo staff”.

Approfondimenti