Cinema, arriva in sala il docufilm su Raffaello

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Raffaello Sanzio: autoritratto - Immagine da https://www.flickr.com/

Le celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio riprendono quest’anno dopo l’interruzione forzata del 2020, causa pandemia.  Per questo il 21,22 e 23 giugno le sale cinematografiche italiane accoglieranno il docufilm diretto da Massimo Ferrari (e prodotto da Sky) Raffaello. Il Giovane prodigio, che si inserirà all’interno del progetto della Grande Arte al Cinema ideato da Nexo Digital. Tutti gli eventi legati al Maestro urbinate avranno lo scopo di ripercorrerne la vita e le vicende umane, ma soprattutto di celebrare la straordinarietà della sua pittura, divenuta nel corso dei secoli immortale, riuscendo ad ispirare ed emozionare gli artisti e gli osservatori di tutto il mondo.

Ciò che il film si propone di fare, è raccontare Raffaello partendo dai suoi ritratti femminili, con le opere dedicate ad esempio alle figure della madre, dell’amante, della committente e della dea. Un’analisi che permette di indagare il lavoro dell’artista da una nuova prospettiva e di mettere a fuoco la sua continua ricerca della bellezza assoluta. Attraverso la voce narrante di Valeria Golino, Raffaello. Il Giovane prodigio compie perciò un viaggio all’interno del mondo del Maestro, caratterizzato da una straordinaria capacità, nel corso degli anni, di evolversi e far evolvere la propria arte. Un percorso artistico in cui le donne hanno un ruolo fondamentale insieme alle figure tipiche della Madonna e del bambino, che nella vita e nella carriera di Raffaello occupano un posto di primo piano, considerato che perse sua madre per l’appunto durante la propria infanzia. Raffaello che ha messo a frutto il proprio ingegno con una continua capacità di metamorfosi, rintracciabile nell’osservazione di alcune delle sue più celebri opere a soggetto femminile, come Trionfo di Galatea, La Muta, Dama con Liocorno, La Velata e La Fornarina, solo per citarne alcune. Il docufilm porrà quindi attenzione anche alla grandissima eredità che le opere del pittore urbinate hanno lasciato, tramandando un canone di bellezza e sensibilità che è arrivato con forza fino all’epoca contemporanea. Testimone di ciò fu nel dopoguerra lo scrittore di origini ebree Vasilij Grossman, autore del capolavoro Vita e Destino, che riconobbe il volto delle madri e dei figli vittime dell’Olocausto nelle espressioni della Madonna Sistina e del bambino dipinti da Raffaello ad inizio ‘500.

A condurre lo spettatore in questo interessante viaggio saranno Vincenzo Farinella, professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Pisa, Lorenza Mochi Onori, storica dell’arte ed esperta di Raffaello, Giuliano Pisani, filologo classico e storico dell’arte italiana, Tom Henry, direttore dell’Università del Kent a Roma, Amélie Ferrigno, storica dell’arte e ricercatrice presso il Centre d’Études Supérieures de la Renaissance, ed ancora la sceneggiatrice e storica dell’arte Ippolita di Majo e la storica dell’arte medievale e moderna Gloria Fossi. Ci saranno inoltre le animazione realizzate dal pluripremiato illustratore Giordano Poloni, che metterà in scena in maniera suggestiva alcuni dei momenti più importanti della vita di Raffaello e delle sue opere.

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