Intercettazioni: giù il bavaglio ma non basta

alfano-2.jpgDisco verde della commissione Giustizia per l'emendamento del governo che allenta il bavaglio all'informazione in materia di intercettazioni. La modifica al testo del ddl, proposta dal sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, prevede che spetti al magistrato, nel corso della cosiddetta udienza filtro, selezionare le intercettazioni considerate rilevanti e che potranno essere pubblicate “per riassunto” da quelle, non pubblicabili, relative a fatti, circostanze e persone estranee alle indagini. L'emendamento, molto apprezzato dall'ala finiana del Pdl, è stato approvato insieme a molti altri. Tra questi anche uno presentato dall'Udc che cancella l’autorizzazione delle Camere per le intercettazioni indirette di parlamentari. Il testo originario del disegno di legge conteneva, infatti, una norma che estendeva la necessità dell’autorizzazione della Camera di appartenenza anche nel caso in cui le intercettazioni fossero essere eseguite nei confronti di soggetti diversi dai parlamentari se, da qualsiasi atto di indagine, emergesse che tali operazioni siano finalizzate ad accedere alla sfera di comunicazione del parlamentare. L'emendamento “anti-casta” è stato votato all'unanimità dalla commissione. Non ha ottenuto lo stesso consenso l'emendamento sull'udienza filtro, che sblocca di fatto la pubblicazione delle intercettazioni rilevanti. L’Italia dei valori ha votato contro la proposta, mentre a favore ha votato la maggioranza insieme ai rappresentanti di Pd e Udc. Concluso l'esame degli emendamenti, ora il testo va alle Commissioni competenti per l'ok definitivo. Intanto, nonostante le aperture del governo e i miglioramenti al testo del ddl, la Federazione della stampa non abbassa la guardia. Per il 29 luglio ha organizzato un nuovo presidio in piazza Montecitorio in concomitanza con l'avvio del dibattito alla Camera sul disegno di legge. Il sit-in, si legge nel comunicato della Fnsi, è stato fissato “per indicare che rimane alta l’attenzione e la mobilitazione delle forze sindacali e sociali”. Per il sindacato non bastano “i positivi emendamenti votati dalla Commissione Giustizia della Camera per le parti riguardanti il lavoro dei giornalisti, con l’introduzione dell’udienza-filtro, che è anche il risultato della pressione esercitata per mesi da un ampio cartello di associazioni”. Il ddl “nasconde ancora pericoli per il diritto dei cittadini a comunicare (con l’immotivata sottomissione dei blog alle stesse regole dell’informazione professionale) e per la sicurezza stessa della comunità, visti gli ostacoli che il disegno di legge Alfano continua a porre al ricorso alle intercettazioni da parte di magistrati e forze di polizia”. Il presidio avrà come bersaglio anche la manovra economica che avrà “un devastante impatto sulle testate cooperative, non profit e di partito, che la cancellazione del cosiddetto diritto soggettivo porta in molti casi sull’orlo della chiusura”. “La decurtazione drastica dei finanziamenti pubblici – conclude la Fnsi - è il bavaglio più letale, così come i tagli alla cultura e allo spettacolo tolgono voce ai punti di vista critici e alle espressioni meno omologate. Il presidio del 29 luglio a Montecitorio riaffermerà la forza dell’alleanza tra gli operatori dell’informazione e della cultura e i tanti cittadini che non vogliono più farsi sottrarre notizie e conoscenza”.
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