Nuovo digitale terrestre. L’allarme di Confindustria Radio Tv: “Va rinviato”

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Foto di Maruf Rahman da Pixabay

Due lettere inviate il 3 ed il 7 settembre al Mise e al ministro Giorgetti. Le avrebbe inviate Confindustria Radio Televisioni per chiedere lo slittamento dello switch off del vecchio digitale terrestre. Al ministero dello Sviluppo economico ci starebbero pensando. Lo riporta il Sole 24Ore che è venuto in possesso delle due missive, con cui il mondo dei broadcaster televisivi chiede a gran voce di rimandare la prima fase dello spegnimento, quella dell’abbandono dello standard di compressione e decodifica Mpeg2, previsto tra meno di tre mesi, il 1 settembre. O quantomeno di renderla più “flessibile”.

Per questa data, infatti, con lo spegnimento dell’Mpeg2 in favore di standard superiori come l’Mpeg4, tutti i vecchi televisioni non dotati di canali HD, cesserebbero di funzionare. Il problema, sottolinea l’associazione di categoria delle televisioni, è che una grossa fetta di italiani rimarrebbe “al buio”. Come già scritto da AdgInforma.it il bonus di 50 euro per favorire il cambio dei televisori finora è stato un flop con solo 430mila nuovi televisori acquistati e 83mila nuovi decoder. Un fallimento certificato dall’introduzione di un secondo bonus, questa volta da 100 euro e senza limite di Isee, che attende il decreto del Mise per essere sbloccato (leggi qui come sfruttarlo).

“Si chiede di eliminare l’obbligo di abbandono totale dei vecchi standard introducendo una flessibilità legata alla diffusione dei nuovi apparecchi nelle case degli italiani” scrive Confindustria Radio Tv nella prima missiva. “Ad oggi – scrive ancora l’associazione di categoria guidata da Franco Siddi– è ancora drammaticamente molto elevato e incomprimibile nel breve periodo il numero di apparecchi televisivi non idonei a ricevere la nuova Tv digitale”. Per questo i broadcaster chiedono di rendere “maggiormente flessibile il processo di progressivo spegnimento delle tecnologie attualmente in uso” e di “eliminare l’obbligatorietà di dismissione dell’Mpeg-2 su tutto il territorio nazionale a partire dal 1° settembre 2021”.

La richiesta di Confindustria radio tv non si limita solo alla fase 1 dello switch off ma tocca anche il secondo passaggio, ovvero quello dello spegnimento della tecnologia Dvb-T per passare al nuovo digitale terrestre Dvb-T2, con la conseguente liberazione delle frequenze della banda 700 MHz per lasciarle alle Tlc. Uno spegnimento previsto da programma per il 1 luglio 2022. Su questo punto le televisioni chiedono al Mise di “prevedere la facoltà (e non l’obbligatorietà) nell’attivazione dello standard Dvb-T2 fintantoché i livelli di diffusione dei nuovi standard non saranno tali da consentire la diffusione dei programmi alla totalità (o quasi) della popolazione (i primi, ma anche i secondi e terzi televisori)”.

Le difficoltà, spiega nella seconda lettera Confindustria, non sono solo dei cittadini che devono aggiornare i loro decoder e televisioni, ma anche delle emittenti locali che “si ritiene non potranno rispettare la data prevista dei 1° settembre 2021 per l’avvio del processo di refarming” “se non verranno completate le procedure di assegnazione dei diritti d’uso (risultano 18 reti ancora non assegnate, i cui bandi devono essere nuovamente emanati), le procedure di gara per le graduatorie dei fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA) che potranno accedere alla banda trasmissiva e le procedure per l’assegnazione delle nuove numerazioni Lcn”.

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