Tim. Ecco le linee giuda del piano industriale: Labriola punta su infrastrutture e servizi

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Pietro Labriola nuovo ad di Tim

Punta sulle infrastrutture e soprattutto sulla riorganizzazione delle offerte e dei servizi il nuovo piano industriale di Tim. Le linee guida del piano per i prossimi due anni (2022-2024) sono state illustrate dal neo Ad, Pietro Labriola, nel corso della riunione del Cda di ieri (26 Gennaio 2022). Il piano definitivo sarà presentato al consiglio il prossimo 2 Marzo.

Dalle linee guida esce un piano industriale snello, che punta allo sviluppo dei “servizi alle imprese nell’ambito del Cloud, IoT, Cybersecurity, facendo leva sulle competenze e sul diffuso patrimonio tecnologico del Gruppo, oltre che sullo stretto controllo dei costi e dei risultati operativi”. Nelle intenzioni del nuovo Amministratore delegato, il piano dovrebbe portare ad un aumento dei ricavi e dei margini dopo i risultati insoddisfacenti registrati nell’ultimo anno dalla gestione Gubitosi.

Inoltre, si legge nella nota diffusa dal gruppo di telecomunicazioni, “l’Amministratore delegato ha sottolineato l’importanza di assicurare all’infrastruttura di rete una prospettiva industriale di crescita, che sia stabile e duratura nell’interesse di tutti gli stakeholder”.
“In tale contesto – continua la nota -, il Consiglio ha deciso all’unanimità di dare mandato all’Amministratore delegato di esplorare possibili opzioni strategiche mirate a massimizzare la creazione di valore per gli azionisti, con specifico riferimento agli asset infrastrutturali del Gruppo, anche attraverso soluzioni che comportino il superamento dell’integrazione verticale”.

Stand-by su Kkr – Per quanto riguarda l’offerta del fondo Usa Kkr, le porte restano aperte. “Il comitato ‘ad hoc’ – scrive ancora Tim – designato per analizzare la manifestazione di interesse non vincolante del fondo Usa, “sta continuando il suo lavoro con gli advisor finanziari per analizzare la manifestazione e compararla anche con le prospettive del gruppo e con le alternative strategiche destinate ad esser considerate nel quadro del piano”. Tutto rimandato, quindi, al 2 marzo.

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