Vigilanza Rai: Santanché si scalda, ma Barachini non è stanco di “giocare”

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Daniela Santanchè, foto da streaming.

E’ tempo di governo Draghi, c’è una nuova maggioranza (molto ampia) pronta sostenerlo e Fratelli d’Italia potrebbe essere l’unica forza (o quasi) di opposizione e rivendicare le commissioni parlamentari di garanzia. E tra queste la commissione bicamerale di Vigilanza sulla Rai. Proprio stamane su Il Fatto Quotidiano Daniela Santanchè – che insieme a Federico Mollicone siede sui banchi di San Macuto per il partito di Giorgia Meloni – non ha smentito la candidatura alla presidenza. “Se me lo chiedessero, io sono a disposizione del partito – ha spiegato -. La Vigilanza Rai, come le altre commissioni di garanzia, svolge un ruolo fondamentale come contropotere della nostra democrazia. E per questo deve essere riservata alle forze di opposizione”. Ma siamo sicuri che le cose stiano realmente così?

Per la verità, nessuna legge prevede che debba esserci necessariamente un cambio della presidenza della Vigilanza Rai al momento di un cambio di governo sostenuto da una nuova maggioranza. C’è una “prassi” introdotta negli anni 2000 che prevede che all’inizio della Legislatura (all’inizio…) la commissione di Vigilanza sulla Rai sia guidata da un esponente dell’opposizione con un’alternanza (altra “prassi”) tra una Legislatura e l’altra tra Camera e Senato. Quindi non è detto che la stessa “prassi” debba essere adottata in corso d’opera. Ma soprattutto i precedenti ci raccontano un’altra storia. Dal 2001 ad oggi tutti i presidenti della Vigilanza sono rimasti al loro posto per l’intera Legislatura, salvo il caso di Claudio Petruccioli che lasciò per incompatibilità al collega – sempre dell’opposizione al governo Berlusconi – Paolo Gentiloni. E anche nel 2011, con la caduta del Cavaliere e l’avvento del governo Monti, Sergio Zavoli restò al suo posto. A questo si aggiunga che il governo Draghi-Mattarella è un governo tecnico-politico, di emergenza nazionale e – almeno si spera – dei migliori. È sostenuto da tutto l’arco parlamentare, o quasi. Ed è difficile parlare di maggioranza e opposizione. Insomma, la “partita” di San Macuto non è affatto scontata. E se la Santanchè si scalda per entrare con la maglia di Fratelli d’Italia, sembra che Alberto Barachini non sia affatto stanco di “giocare” con quella di Forza Italia.

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