Aie. I bambini sono i lettori più assidui. Cresce il digitale ma il libro fisico resta centrale

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Foto di press 👍 and ⭐ da Pixabay

Sono i bambini più piccoli i lettori più appassionati. In età adulta, lavoro e vita frenetica ci allontanano dai libri. Sono i risultati della ricerca “Bambini e ragazzi tra libri, app e podcast nell’anno del Covid-19” presentata oggi e realizzata dall’ufficio studi dell’Associazione italiana editori (Aie) in collaborazione con Pepe Research e Bologna Children’s Book Fair, la Fiera del libro per ragazzi in programma in questi giorni in modalità digitale. Quasi otto bambini su dieci (il 77%) nella fascia d’età 0-14 anni leggono libri adatti alla loro età. Tra le persone adulte (con più di 14 anni) la percentuale scende al 61%.

Tra le varie fasce d’età i bambini più appassionati di lettura sono quelli dai 4-6 anni: sono il 93%, valore che scende all’84% nella fascia 7-9 anni e al 65% nella fascia 10-14 anni. Nella fascia 0-3 anni, sono lettori il 77%, intendendo per lettori bambini che manipolano libri “tattili”, utilizzano libri da colorare, sfogliano fiabe e brevi racconti accompagnati da un adulto.

Libro cartaceo resta centrale – La lettura per i ragazzi sta assumendo forme sempre nuove e diverse. A partire dal formato. Il libro cartaceo rimane centrale tanto che il 69% di chi legge lo fa solo con libri a stampa o “tattili”. Ma cresce il numero di coloro che sceglie esperienze diverse: il 29% utilizza sia supporti analogici che digitali, mentre solo il 2% utilizza esclusivamente quelli digitali.

L’influenza di social e rete – Crescendo, poi, evidenziano i dati della ricerca, la lettura si mescola ad altre attività ed esperienze legate ai social e alla rete. Soprattutto nella fascia 7-14 anni sono sempre più popolari contenuti editoriali legati a personaggi di serie tv, youtuber, tiktoker. Youtube è utilizzato dall’82% nella fascia 4-14 anni per guardare cartoni animati, film e video, il 64% utilizza social network e sistemi di messaggistica.

“La lettura – spiega Gianni Peresson, responsabile dell’ufficio studi di AIE – si inserisce sempre più in una rete di altre attività e di consumi culturali legate alla rete, ai social, alle immagini e per questo assume forti elementi di occasionalità”.

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