Canone Rai. Fieg contro Fuortes: “Dichiarazioni improvvide”. E lancia un appello al Parlamento

0
212
Il presidente Fieg, Andrea Riffeser Monti. Foto da streaming

Fanno discutere le dichiarazioni sulla situazione delle risorse del servizio pubblico rilasciate ieri dall’amministratore delegato Rai, Carlo Fuortes, in Commissione di Vigilanza. In particolare sta creando scompiglio la proposta dell’eliminazione della trattenuta da 110 milioni per il Fondo per il pluralismo, per cercare di recuperare risorse.

Se da una parte l’UsigRai ha parlato di proposte “largamente condivisibili” per “risolvere il nodo strutturale delle risorse”, di tutt’altra opinione è la Fieg. La federazione degli editori si è detta “sorpresa e sconcertata” per le parole di Fuortes, definendo le risorse destinate al Fondo per l’editoria “limitate, per l’esattezza 110 milioni, a fronte dell’1,7 miliardi incassato dalla Rai Rai che rappresenta una quantità di risorse senza uguali per gli altri operatori”.

“Un canone – attaccano gli editori per bocca del loro presidente Andrea Riffeser Monti – che dovrebbe servire a garantire il servizio pubblico e che, invece, finanzia una programmazione in gran parte commerciale, sostanzialmente simile a quella delle televisioni commerciali, come qualsiasi cittadino può constatare quotidianamente”.

“La quota del canone che va al fondo per l’editoria – fa presente la Fieg – ha come obiettivo il pluralismo dell’informazione, a garanzia di tutti i cittadini come previsto dalla Costituzione e a copertura di un fondamentale servizio al pubblico quale quello offerto dai giornali”.

“Una parte di quelle risorse – aggiungono gli editori – finanzia i contributi diretti assegnati ad un numero assai limitato di quotidiani e periodici editi dalle cooperative di giornalisti, dalle fondazioni ed espressione delle minoranze linguistiche, ma che contribuiscono comunque a garantire una informazione plurale”.

“Le improvvide dichiarazioni di Fuortes intervengono peraltro in un momento in cui giornalisti ed editori sono sotto attacco anche per il fondamentale ruolo di informazione, professionale e di qualità, svolto dai giornali a sostegno della campagna di vaccinazione”.

L’Appello al Parlamento – “Gli editori – conclude la nota – fanno appello al Governo, al Parlamento, alle forze politiche e all’opinione pubblica per respingere gli attacchi contro la libertà d’informazione di qualità, garantendo al settore le risorse necessarie per la sua sostenibilità, gravemente a rischio”.

Approfondimenti