Salini vuole una Rai per giovani e che parli digitale

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Si dice che questa – con il cda Rai che dovrebbe riunirsi mercoledì 3 ottobre – sia già una settimana di prime nomine al settimo piano. Proprio oggi, infatti, è atteso un vertice sull’argomento tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Nel frattempo Fabrizio Salini, l’ad a cui la “diarchia” giallo-verde ha consegnato lo “scettro” di Viale Mazzini, è un vulcano di idee. E domenica mattina ne ha raccontata qualcuna a Poalo Conti sul Corriere della Sera. Vuole una Rai che “deve crescere anche tra il pubblico più giovane… senza abbandonare il pubblico di riferimento”. Una Rai con “l’ambizione di iniziare a presidiare il mondo digitale attraverso un’offerta editoriale forte e innovativa”. Il tutto tornando “a creare e produrre idee, format, programmi per se stessa e con lo sguardo e la direzione rivolta al mercato internazionale”. Prodotti di qualità, per giovani e digitali. E – pensando all’informazione, “la Rai intende proporre uno dei principali portali d’informazione del nostro Paese”.

E le nomine? “Verranno scelte – ha aggiunto Salini – persone in grado di condividere il progetto di cambiamento di cui ho parlato e che implica il mantenimento dell’indipendenza e del pluralismo, due capisaldi del servizio pubblico”. Arriveranno nomine esterne? “Non escludo nulla”. E i tg? “L’informazione non può e non deve essere identica in tutti i tg. Ci deve essere spazio per linguaggi diversi: quello tradizionale e altri innovativi. Sul piano editoriale generale siamo al lavoro. Penso sia necessario assicurare maggiore spazio agli approfondimenti e alle inchieste”. “Nasceranno delle ‘factory’ per mettere a fuoco nuovi format, prodotti adatti alla crossmedialità, ovviamente quei documentari di cui ho parlato. Tutti prodotti – ha concluso Salini – esportabili col marchio Rai”.

Tutto chiaro insomma, una Rai più giovane e più digitale, dotata di un’informazione che sappia usare più linguaggi e di una factory di contenuti che sappia imporsi anche sul mercato internazionale. Una sfida raccolta stamane dal direttore di Rai1, Angelo Teodoli. Su la Stampa a Michela Tamburrino spiega come il pubblico dell’ammiraglia sia diventato più giovane, più colto e più settentrionale. E poi scopre le carte sulla “collezione” autunno-inverno. In passerella “musica con un’ottica da intenditore, fiction autoriali, grandi eventi”. Ma gli interpreti di Teodoli – destinati a sicuri successi di share e critica – non sembrano proprio adatti a un pubblico giovane e digitale: Claudio Baglioni, Roberto Bolle, l’omaggio di Fabio Fazio a Fabrizio De André, Gigi Proietti e Alberto Angela. Forse il suo progetto Salini lo dovrà realizzare sul resto del bouquet Rai.